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Pubblicazioni

Estendere i limiti della tecnica DLS misurando accuratamente anche grandi particelle con la cella micro-volumi usa e getta

La tecnica DLS Dynamic Light Scattering consente di determinare il diametro idrodinamico di particelle in dispersione quantificando la loro diffusione. Particelle piccole diffondono velocemente mentre particelle più grandi diffondono più lentamente. Per dimensioni al limite superiore del range di misura della tecnica DLS altri fenomeni come la sedimentazione, i correnti termali o le fluttuazioni in numero possono influenzare la diffusione delle particelle. In tale caso, la misura dello scattering non è più rappresentativa di un movimento puramente diffusivo, e il dato di dimensione ottenuto diventa meno accurato, ad esempio possono comparire picchi artefatti nella linea di base della funzione di correlazione. Grazie all’uso della nuova cella usa e getta per misure di size su microvolumi (3uL) è possibile migliorare la qualità del dato anche per grandi particelle al limite del range di misura della tecnica DLS senza dover modificare il disperdente ovvero la formulazione.

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Caratterizzazione di nanoparticelle d’oro con tecnica MADLS, riducendo la necessità di analisi al TEM

Chi produce nanoparticelle d’oro, o più generalmente chi desidera produrre campioni monodispersi sia in termini di dimensione che di forma, spesso deve usare tecniche di caratterizzazione ad alta risoluzione come il TEM (Transmission Electron Microscopy). L’azienda inglese particle Works (marchio della Blacktrace Holdings Ltd) produce nanoparticelle d’oro che devono essere altamente monodisperse e identiche da un lotto all’altro, con una tolleranza (coefficiente di variazione CV) del 5% sulla distribuzione dimensionale e di 2.5% da lotto a lotto. Come prima tecnica per il controllo qualità usano il TEM che si rivela dispendioso in tempo e costoso, e necessità di un utilizzatore esperto per svolgere le analisi. Hanno testato, in collaborazione con la Malvern Panalytical, la tecnica MADLS in parallelo con il TEM per valutare se potesse ridurre il numero di analisi TEM necessarie.

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La tecnologia Microfluidizer™ per la produzione di Cannabis

La sfida più grande che i produttori di cannabis devono affrontare nella formulazione dell'olio di cannabis è la sua scarsa solubilità e scarsa biodisponibilità.
La biodisponibilità della cannabis può variare dal 2 e al 56% se assunta fumandola. Nel caso invece della somministrazione diretta per via orale dell’olio grezzo o non incapsulato, ad esempio mangiando dei biscotti, si riduce al 6-20%. Il problema della scarsa biodisponibilità, può essere superato grazie all'incapsulamento o la formulazione in nano-emulsioni. È stato dimostrato in effetti che la biodisponibilità può essere incrementata fino al 50-75% con le nano-formulazioni.
La tecnologia Microfluidizer è l’unica tecnica in grado di creare nano-emulsioni o incapsulamenti che rispondono in modo efficace alla problematica sopra esposta.

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L’analisi di particelle di silice con Zetasizer Nano vs with Centrifugal Field-Flow Fractionation

Le nanoparticelle ingegnerizzate sono ampiamente diffuse ed utilizzate in diversi tipi di prodotto, sotto forma di addensanti, additivi o riempitivi (fillers) nell’industria cosmetica, alimentare ed anche in applicazioni biomedicali. La caratterizzazione di queste nanoparticelle è dunque fondamentale per garantire la qualità e la riproducibilità.
In questa nota applicative si mettono a confronto, il livello di sensibilità dell’analisi raggiunto dallo Zetasizer Nano S e il nuovo Zetasizer Nano ZSP. Dai risultati dell’analisi di una miscela di campioni di silice (SiO2) si evince una sensibilità due volte maggiore scegliendo il secondo dispositivo (Nano ZSP).

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La tecnica Centrifugal FFF- DLS per l’analisi dimensionale di nanoparticelle per applicazioni biofarmaceutiche

Le nanoparticelle biodegradabili sono estremamente interessanti nelle applicazioni biomedicali come sistemi per drug delivery grazie alla loro stabilità nel flusso sanguigno e il rilascio controllato. In questa nota applicative vengono studiate in particolare nanoparticelle di PLGA. Grazie alla tecnica Centrifugal FFF combinata con il detector Dynamic Light scattering(DLS), l’analisi riporta una rappresentazione realista di questi potenti sistemi di drug delivery in condizioni reali.

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Analisi dei clusters di fullerene con lo spettrometro di massa APPI ad alta risoluzione Orbitrap (AF4-HRMS)

I fullereni sono sostanze chimiche utilizzate nel processo di produzione delle celle solari. Inoltre, poiché si formano durante i processi di combustione, è possibile trovarli nell’ambiente. Una volta presenti nell'ambiente, queste molecole di dimensioni pari a un nanometro tendono a formare aggregati stabili o cluster con dimensioni diverse a seconda della matrice acquosa e della temperatura.
Ottenere informazioni su questi cluster è di cruciale importanza, perché la dimensione influenza il loro comportamento nell’ambiente (adsorbimento, diffusione, degradazione) e la loro tossicità. Finora sono state spesso usate tecniche FFF per separare i cluster, ma l’identificazione era possibile, utilizzando la spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRMS), solo offline. Nella presente nota applicativa viene descritta la configurazione di un sistema FFF con lo spettrometro di massa Orbitrap, che consente l’identificazione online.

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