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15 Dicembre 2020

Fabio De Simone

L'utilizzo del SEM per la caratterizzazione di particelle

L’utilizzo di un SEM accoppiato a software di analisi d’immagine automatizzato permette di ottenere distribuzioni dimensionali sia in numero che in volume. Tramite la ISO 13322 è possibile calcolare il numero minimo di particelle da analizzare per ottenere risultati con un basso errore relativo (5%).

I dati ottenuti con il microscopio elettronico a scansione SEM sono in accordo con quelli della classica diffrazione laser, e risultano essere riproducibili a prescindere dallo strumento utilizzato o dalla polvere analizzata. Rispetto alla diffrazione laser il SEM fornisce importanti informazioni sulla morfologia delle polveri, mentre in confronto ad altri sistemi ottici garantisce maggior potere risolutivo e quindi la possibilità di caratterizzare anche polveri molto fini.

In questa nota applicativa vedremo come la possibilità di accoppiare l’analisi d’immagine, e quindi le informazioni dimensionali e morfologiche, all’analisi composizionale tramite EDX rende il SEM uno strumento ideale per la caratterizzazione delle polveri metalliche utilizzate per l’Additive Manufacturing.

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